INTRODUZIONE
La Dieta democratica istriana è un’organizzazione politica – partito di membri liberi che
operano per la realizzazione dei fini e dei princípi politici contenuti nella presente Dichiarazione programmatica.Il partito
si fonda sull’esigenza d’inclusione paritetica dei cittadini negli avvenimenti economici, spirituali e politici,
correnti e futuri, dell’area istriana e più ampiamente delle aree di Croazia, Slovenia, Italia nonché
Europa. Il fine della Dieta democratica istriana è quello di stimolare e sviluppare, nell’ambito del sistema
pluripartitico, tutte le peculiarità e la ricchezza dell’ Istria e delle isole istriane, quale entità
regionale formata su peculiarità e risorse etniche e culturali del tutto specifiche. Nella realizzazione di questi
princípi, il programma del partito si concretizza sempre ed esclusivamente per via democratica e senza violenza, con il dialogo
e il pieno rispetto delle convinzioni altrui, e con l’impegno profuso alla realizzazione dei suoi compiti e fini.
DEL LIBERALISMO
Il principio fondamentale nella costituzione del sistema politico per il quale la DDI s’impegna
è il liberalismo. Soltanto una comunità basata sul principio liberale della sovranità del cittadino può
attuare coerentemente la divisione del potere, garantire l’indipendenza dei tribunali e lo stato di diritto. Queste
condizioni sono indispensabili per assicurare l’inviolabilità della sfera dei diritti dell’uomo e delle
libertà individuali. La DDI s’impegna per il principio della sovranità del cittadino, poiché esso
garantisce la salvaguardia di buoni rapporti e la tolleranza fra tutti i gruppi etnici che vivono in Istria e sulle isole
istriane. Il partito s’impegna per la parità nazionale, religiosa e sessuale di tutti i cittadini di quest’area.
La discriminazione nazionale dei cittadini viene considerata come un anacronismo dal punto di vista dell’organizzazione
e del funzionamento della società civile moderna. I cittadini di quest’area avendo vissuto assieme, hanno conseguito
sinora buoni rapporti di convivenza per cui ogni distinzione nazionale, proveniente da qualsiasi parte, potrebbe turbare questi
rapporti. La DDI s’impegnerà per conservare i buoni rapporti, la tolleranza e l’armonia di vita fra tutti
i gruppi etnici che abitano l’Istria e le isole istriane, affinché in futuro ai cittadini di quest’area
vengano risparmiate spiacevoli esperienze legate a conflitti etnici. Gli esodi di massa nel passato più o meno recente,
dovuti a ragioni nazionalistiche e ideologiche, hanno sempre avuto come conseguenza la retrocessione materiale e spirituale
di questo territorio. La DDI s’impegna per il conseguimento dei propri fini con il pieno rispetto delle libertà
e dei diritti fondamentali dell’uomo – libertà di pensiero, di parola, di manifestazione pubblica e di
associazione in comunità politiche e d’altro genere. In particolare lotterà per la libertà di stampa
e di tutti i mezzi di comunicazione per la necessità di formare un’opinione pubblica democratica.
DEL REGIONALISMO
L’Istria vanta una spiccata e ben distinta identità regionale riconosciuta
da più di duemila anni. Il diritto storico all’attuazione del regionalismo, adeguato al momento attuale deriva
dalle varie denominazioni che sono state date all’Istria, come ad esempio: Regione romana, Marca, Margraviato, Dipartimento,
Circondario, Regione autonoma, Distretto, ecc. La DDI è un partito regionale che opera sul territorio dell’Istria
e delle isole istriane, statalmente e territorialmente divisa fra le repubbliche di Croazia, Slovenia e Italia, ma unito da
caratteristiche storiche, culturali, geografiche, etniche, economiche ed ecologiche comuni all’intera area. La DDI accoglie
fra i suoi membri tutti i cittadini dell’Istria e delle isole istriane, partendo innanzitutto dal principio della residenza,
ma pure tutti gli altri cittadini del mondo, pronti a partecipare al progetto di trasformazione culturale, economica e morale
di quest’area. La DDI respinge tutte le pretese di ratifica dei confini e di rifacimento delle attuali divisioni territoriali
della Regione, però è contemporaneamente contraria a qualsiasi riduzione della transitalità dei confini
attuali. Il partito s’impegna per il superamento dei confini statali in Europa e per la creazione di un’unica
area europea che articolerà i suoi interessi nell’ambito del Parlamento regionale europeo. L’Istria e le
isole istriane sono da sempre parte della civiltà europea e perciò hanno diritto di richiedere la dovuta congruenza
con quanto conseguito a livello europeo nell’organizzazione della società. La DDI ritiene che gli stati nazionali
non possono risolvere contemporaneamente sia le questioni dell’autonomia locale regionale che quelle legate alla problematica
globale statale e mondiale. La DDI rifiuta ogni centralismo, incluso anche quello istriano. S’impegna per l’associazione
di comuni liberi che realizzeranno la maggior parte dei loro interessi in organismi regionali eletti con elezioni dirette
e segrete. La DDI s’impegna per uno sviluppo uniforme della regione, perciò s’impegnerà affinchè
l’amministrazione regionale, i servizi specializzati e i dicasteri siano decentralizzati. Contemporaneamente s’impegnerà
affinché le istituzioni giuridico-amministrative dello Stato siano organizzate in maniera policentrica e dislocate
per singole regioni. La DDI nella sua attività svilupperà varie forme di collaborazione con altre organizzazioni
e singole persone che operano per il rispetto e il progresso delle peculiarità regionali. La DDI respinge la relazione
metropoli – provincia. L’Istria ha costruito per secoli metropoli mondiali. Riteniamo sia dovere normale di ogni
cittadino e di ogni regione, adempiere ai suoi obblighi nei confronti della comunità più ampia; questo va fatto,
però, con modalità anticipatamente ben definite e secondo i criteri europei. La DDI s’impegna per la costituzione
della Regione per il tramite del principio di adesione volontaria alla Regione. L’unico criterio per creare un insieme
di comuni unitari scaturisce dalle necessità e dagli interessi dei singoli comuni di associarsi l’uno all’altro.
I comuni di confine, visti i loro interessi specifici , possono collegarsi pure ad altre regioni contermini. La DDI perciò,
lotterà per la Regione Istria con tutti i mezzi democratici a sua disposizione, affinché i cittadini possano,
secondo i ben noti criteri dell’Europa occidentale, decidere dello sviluppo e del destino della regione per il tramite
del parlamento regionale e del governo regionale.
DELL’ISTRIANITÀ
L’Istria
è una regione pluriculturale e plurilingue. La plurisecolare convivenza plurietnica in Istria ha portato alla formazione
di un particolare carattere etnico che fa riferimento all’autoctonia plurietnica istriana. L’istrianità
è la coscienza di appartenenza delle genti slave e latine dell’Istria alla comune realtà pluriculturale
dell’Istria. L’istrianità rappresenta una specifica coscienza di appartenenza regionale legata all’identificazione
delle genti istriane con un territorio e un destino storico comune. L’istrianità esprime la complessa eredità
culturale della Regione istriana, espressione dei mondi culturali che a grandi linee fanno riferimento alle culture istro-slava
e istro-veneta dell’ Istria. È legata all’eredità culturale del territorio istriano che rappresenta
l’ espressione articolata di più culture locali, essenzialmente dialettofone, e poste ai margini geopolitici
dei singoli territori nazionali. L’ istrianità quale coscienza di appartenenza caratterizza le genti slave e
latine dell’Istria ed esprime a livello di autoctonia plurietnica l’integrità dell’Istria come territorio
geografico e pluriculturale unico e indivisibile. Gli istriani vi si identificano esternando la loro appartenenza nazionale
croata, slovena o italiana, o la loro appartenenza etnica istriana. Gli inconfondibili tratti etno – culturali della
Regione istriana e delle sue isole rappresentano l’habitat culturale della nostra terra, ed è risorsa e patrimonio
insostituibile nel progetto di ricrescita economica e culturale dell’ Istria.
DEI DIRITTI DELL’UOMO
La base della politica della DDI sono i diritti civili. La libertà del singolo come pure la libertà di coscienza
e di espressione dell’individuo sono la base di ogni stato moderno e come tali al di sopra di ogni diritto discrezionale
dello stato su qualsiasi individuo. I diritti civili sono inscindibili. Questi diritti sono uguali per tutti gli uomini, indipendentemente
dalla loro nazionalità, origine, razza, sesso, lingua, fede, convinzione politica o d’altro genere, istruzione,
posizione sociale e materiale. Non ci sono interessi maggiori del rispetto dei diritti civili e non c’è nessuna
ragione, né nazionale né di classe, per la quale si possano infrangere o limitare i diritti civili. La DDI s’impegna
per il divieto di ogni programma politico che sostenga o applichi la violenza, l’intolleranza nazionale, religiosa,
politica, ideologica o razziale.
DELL’ORDINAMENTO GIURIDICO
Il partito s’impegna
a realizzare la democrazia attraverso le forme di realizzazione dello stato di diritto. Siccome lo stato dispone del potere
politico e degli strumenti di repressione legale, e il diritto è una creazione culturale particolare, esiste sempre
il pericolo che proprio lo stato minacci il diritto, che calpesti da sé i regolamenti esistenti e che un tale diritto
venga privato dei suoi valori immanenti. Per questi motivi la DDI si opporrà e non accoglierà le leggi che vengono
approvate dai parlamenti contrariamente alla procedura prescritta e che sono contrarie ai princípi dei diritti civili, come
conquista universale e di civiltà del tempo in cui viviamo. La DDI esige dagli organi statali esecutivi e repressivi
di essere vincolati al diritto positivo, che viene proclamato dai parlamenti legittimamente organizzati, perchè soltanto
il diritto è legato alla giustizia, e il suo scopo è quello di servire la giustizia e non le mere opportunità
che vengono valutate da coloro che svolgono funzioni statali. Soltanto in tal modo uno stato di diritto può diventare
contemporaneamente democratico e sociale, ed ancor di più se realizza più realmente gli ideali presenti nel
diritto umano. L’applicazione di leggi umanitarie e democratiche che viene affidata agli organi esecutivi deve essere
sempre soggetta al giudizio dell’opinione pubblica e di una magistratura indipendente. La DDI s’impegnerà
affinché nei sistemi legislativi degli stati madre vengano incorporati gli standard e le terminologie dei paesi dell’Europa
occidentale, sia per quanto concerne i diritti civili, che il diritto economico della Comunità economica europea, che
il diritto sociale, ed esigerà dai suoi governi il rispetto rigoroso delle convenzioni internazionali ratificate riguardanti
l’Istria. Il diritto è anche un fenomeno culturale, un fatto legato all’obbligo morale. La DDI richiede
che l’ordinamento interno degli stati sul cui territorio agisce sia compatibile con quello dei paesi dell’ovest
europeo, basato sul regionalismo quale forma più adeguata all’attuale momento storico. Perciò si esige
che ai cittadini dell’Istria e delle isole istriane venga data la possibilità di decidere autonomamente delle
questioni interne della Regione per il tramite del parlamento ragionale.
DELL’ ECONOMIA
Il fine della DDI è di perseguire una società ricca ovvero una Regione ricca. Questo fine va conseguito con
uno sviluppo materiale e spirituale armonioso. L’aumento della ricchezza materiale non significa sempre progresso, poiché
la felicità dell’uomo e la qualità della vita non dipendono soltanto dallo sviluppo economico. Perciò
la politica sociale ed ecologica e la salvaguardia del patrimonio culturale sono un fattore limitativo della piena ricchezza
materiale. La DDI s’impegna per il principio di parità di tutte le forme di proprietà, di mercato libero
e di circolazione indisturbata della merce, del lavoro e del capitale. Il partito ritiene essere particolarmente stimolante
l’iniziativa individuale volta allo sviluppo della società e della Regione. Per tale ragione s’impegna
per il continuo aumento della patecipazione della proprietà privata e per la strutturazione dell’economia su
basi azionarie. Il ruolo dello stato va ridotto alla sua funzione di creare condizioni economiche di sviluppo per le comunità
regionali che si coordineranno reciprocamente e non deve assolutamente essere il gestore dell’economia, poiché
la cosa è in sé inneficace. Il partito s’impegna a favorire lo sviluppo di rami propulsivi dell’industria,
del turismo, dell’agricoltura, della pesca e della maricoltura, nonché dei servizi e dell’artigianato,
allo scopo di stimolare lo sviluppo della concorrenza ed elevare la qualità dell’offerta di merce e di servizi
a prezzi concorrenziali. L’inclusione di investimenti stranieri e dei nostri lavoratori all’estero accellererà
lo sviluppo della Regione con nuove idee e capitale. Tutti devono avere le stesse opportunità di piazzarsi sul mercato.
Il capitale deve venir protetto dal potere arbitrario dei singoli e dello stato. Con una politica monetaria e fiscale coerente
bisogna stimolare lo sviluppo di rami economici pertinenti e delle forme di proprietà. L’espansione di aziende
nella regione va realizzata con il collegamento ad altre comunità regionali europee e mondiali. Il concetto strategico
di sviluppo dell’economia regionale va posto sugli indirizzi globali di sviluppo della Regione e riguardano specificatamente
la politica agraria e l’orientamento marittimo. L’orientamento marittimo della Regione significa sviluppo del
turismo, del trasporto portuale, della cantieristica, della pesca e della maricoltura. Il turismo deve essere la base dell’economia
istriana regionale che rappresenta un enorme potenziale, specie se posto in connessione con l’aumento del livello qualitativo
degli ospiti e del livello dei servizi. Il turismo istriano deve venir promosso con un programma unitario e con comuni offerte
sul mercato mondiale promuovendo l’identità storica e geografica della Regione. La politica agraria della Regione
deve venir orientata verso lo sviluppo dell’agricoltura e della zootecnia, e connesso a questo verso lo sviluppo dell’industria
alimentare. L’attività agricola nella Regione deve venir rivitalizzata d’urgenza. Il partito s’impegna
per lo sviluppo dei nuclei familiari rurali, quali unità produttive fondamentali dell’economia agricola. Il regolatore
delle dimensioni del potere deve essere il mercato. All’economia agricola bisogna dare una posizione fiscale privilegiata
e crediti favorevoli per l’acquisto di mezzi agrotecnici. Inoltre, è indispensabile garantire anticipatamente
prezzi stabili e l’acquisto dei prodotti agricoli regionali in eccedenza. Gli incentivi per la lavorazione adeguata
dei fondi terrieri con culture corrispondenti, con l’ausilio dell’esperienza e l’aiuto scientifico, condurrà
allo sviluppo completo dei centri rurali istriani. L’assicurazione di condizioni qualitative per lo sviluppo dell’agricoltura
creerà la base per la produzione alimentare di prodotti di massima qualità, che sarà possibile piazzare
sul mercato mondiale attraverso il turismo e l’esportazione. La conduzione autonoma dell’economia deve venir stimolata
attraverso varie forme di credito e di politica fiscale. Per l’alberghiera, l’artigianato e le officine artigianali
bisogna creare le condizioni che permettano l’uso d’ambienti d’affari a condizioni favorevoli. L’ulteriore
sviluppo dell’industria in Regione deve innanzitutto venir indirizzato verso l’introduzione di altre tecnologie
nelle organizzazioni economiche esistenti. Con misure economiche va stimolata la realizzazione di ditte minori che intendono
sviluppare nuove tecnologie e nuovi materiali. In tal modo si avrà un miglioramento della qualità della vita
e si conseguirà l’umanizzazione del lavoro, fatti che concorrono allo sviluppo complessivo della democrazia.
La DDI s’impegna affinché l’Istria o parte del territorio della Regione venga trasformato in una zona economica
franca su modello delle soluzioni attuate dall’Europa occidentale, con aree simili. Il mercato e le attività
bancarie devono essere in funzione della realizzazione e dell’orientamento marittimo e agrario della Regione e devono
basare la loro azione su detti potenziali. L’infrastruttura regionale deve venir urgentemente adeguata a livello di
standard europeo, con varie forme di iniziative economiche e politiche. La rete stradale, il traffico ferroviario, aereo e
marittimo, le comunicazioni PTT, la metanizzazione, l’infrastruttura idrica, elettrica e informatica sono le condizioni
prime di ogni sviluppo materiale della Regione. La DDI s’impegnerà in tutte queste sfere economiche dove ciò
è possibile e conveniente, affinché attraverso il sistema del marketing integrale si mettano in evidenza le
peculiarità istriane. La DDI ritiene che sia possibile creare un’identità istriana specifica specie dei
prodotti alimentari. Per tali ragioni verrà stimolata la creazione di organizzazioni per la propozione del marchio
MADE IN ISTRIA.
DELL’ ECOLOGIA
In una regione dove le strategie economiche si basano sul
litorale e sull’agraria, bisogna introdurre i criteri ecologici più severi e conosciuti a livello mondiale. L’attuazione
di una politica ecologica rigorosa è l’imperativo per lo sviluppo della Regione. Nella pianificazione dello sviluppo
e della tutela dell’ambiente naturale, tenendo conto del fatto che la maggior parte dei problemi non può venir
limitata a spazi ristretti, è indispensabile un’ampia collaborazione internazionale. Il partito sostiene il principio
dello sviluppo contenuto e risolverà i problemi d’interesse globale. La tutela e l’impiego razionale del
fondo terriero attraverso il miglioramento della tecnica e tecnologia agricola sono parte integrante dell’attuazione
della politica agraria. Il continuo aumento del tasso annuo di rimboschimento, il ritorno delle specie autoctone, l’incentivazione
della tutela antincendio e delle malattie dei boschi e della tutela dell’atmosfera nella Regione, nonché il possibile
influsso del territorio più vasto sull’inquinamento dell’aria, vengono pianificati per salvaguardare l’ambiente
di vita complessivo. Incrementare lo sfruttamento dell’energia pulita con l’impiego delle sorgenti energetiche
alternativa (solare, eolica) in relazione alle condizioni favorevoli del terreno e del clima della Regione. Nell’amministrazione
delle acque delle fonti istriane e del mare bisogna conseguire un’adesione comune alla ripartizione, alla filtrazione,
all’uso e allo scarico delle acque, tutelando al massimo le fonti d’acqua potabile da inquinamento. Lo sviluppo
del monitoraggio è la base di un’amministrazione e tutela razionali.
DELLA SMILITARIZZAZIONE
Il partito s’ impegna per la smilitarizzazione della Regione, poiché la politica migliore –
è la pace. Le nuove forme di collaborazione fra le potenze mondiali aprono nuove possibilità di approccio alla
questione dell’armata e degli armamenti di piccoli stati e regioni. Il partito richiede la rapida smilitarizzazione
della Regione, da attuarsi in modo tale da dare la possibilità a tutti coloro che lavorano nell’armata e che
desiderano continuare a lavorare e a vivere nella nostra Regione di rimanervi. I complessi militari e i potenziali esistenti
devono venir sfruttati per il rapido sviluppo economico della Regione. La sicurezza dello stato e della Regione deve venir
garantita dagli organismi della polizia, in collaborazione con gli organi regionali. I giovani, invece di venir inviati ai
servizi militari, vanno abilitati, nel corso dell’istruzione, nelle varie esercitazioni di tutela civile per essere
abilitati e preparati in caso di calamità naturali e d’altro genere.
DELLA FAMIGLIA E DELL’
INDIVIDUO
Il partito s’impegnerà per l’attuazione di programmi sociali che tutelino in particolar
modo la famiglia ed i figli. Il partito sostiene il diritto alla maternità, desiderata e responsabile, come pure una
politica demografica attiva. Il partito lotterà contro la discriminazione lavorativa della donna e per un nuovo modo
di valutare il lavoro della donna a casa. I bambini e i giovani sono la ricchezza comune e una preoccupazione comune di tutti
i cittadini di questo ambiente; alla loro educazione e al loro sviluppo bisogna, perciò, subordinare le forza e i potenziali
di quest’area. Il Partito darà possibilità e stimoli ai giovani dell’Istria affinché partecipino
e decidano pariteticamente su tutte le questioni legate al loro destino e al destino della Regione. I pensionati e tutta la
gente della terza età non devono essere marginalizzati dalla società. In questo contesto il partito creerà
lo spazio per l’azione dei pensionati, affinché s’includano con la loro esperienza nel futuro sviluppo
della Regione. Ogni uomo ha il diritto di vivere gli ultimi anni della sua vita con dignità e senza sentirsi impotente
e abbandonato.
DELLA RELIGIONE
La DDI ritiene la cristianità un attributo importante della peculiarità
culturale istriana. La DDI s’impegna per la salvaguardia e la celebrazione delle cerimonie religiose che sono diventate
patrimonio culturale di tutti gli abitanti dell’Istria e delle isole istriane. La DDI s’impegna altresì
per la manutenzione degli edifici religiosi che hanno valore storico–culturale e la cui manutenzione deve andare a carico
di tutta la società. La DDI in conformità al suo principio liberale, s’impegna per il distinguo tra chiesa
e stato. La DDI ritiene che la discriminazione dei cittadini per la confessione religiosa professata sia inammissibile e contraria
alla dignità dell’uomo, per cui s’impegna per la parità di ogni credo religioso professato dai cittadini
di quest’area.
DELL’ ISTRUZIONE
Il Partito opererà per l’introduzione dei
valori tradizionali nell’istruzione. S’impegnerà perché i programmi d’istruzione siano in
armonia con il programma economico e culturale della Regione, e gli standard dell’istruzione devono essere compatibili
ed in armonia con quelli mondiali. L’educazione prescolare e l’istruzione elementare vanno organizzate con il
soggiorno prolungato e lo studio organizzato nelle istituzioni scolastiche. La DDI ritiene che accanto alle istituzioni istruttive
pubbliche vadano aperte quelle private come pure scuole che per il loro contenuto siano simili ai collegi. La Regione deve
decidere sulla formazione di istituzioni universitarie quale punto d’ incontro del potenziale intellettuale. Lo sviluppo
del sistema istruttivo della Regione deve basarsi sulla collaborazione interregionale e su contatti in vari settori della
scienza pedagogica. L’accento va posto sullo stimolo allo studio delle lingue straniere e delle civiltà allo
scopo di perpetuare rapporti di collaborazione e d’interdipendenza reciproca, di conoscenza tra gli stati. Nella scuola
elementare va introdotto lo studio facoltativo dei dialetti istriani come obbligo morale verso la propria identità.
Agli studenti di maggir talento la Regione darà la possibilità di avviarsi all’istruzione universitaria
presso rinomati centri di studio nel mondo. La DDI cercherà in particolar modo di far progredire lo scambio di informazioni
nelle esperienze didattiche, insisterà sullo scambio di insegnanti e alunni e renderà possibile la partecipazione
a seminari di studio internazionali.
DEL TRILINGUISMO
La realtà plurilingue e pluriculturale
della Regione istriana esige adeguati interventi nel sociale a livello di tutela del suo habitat culturale e che scaturiscono
dai fenomeni di lingue e culture di contatto. L’Istria rappresenta una regione trilingue. Lo status linguistico dell’Istria
e delle sue tre lingue standard: croato, sloveno e italiano, va sancito dallo Statuto speciale steso nel rispetto della sovranità
delle repubbliche di Croazia e Slovenia, nonché delle specifiche esigenze dei singoli comuni istriani dove vive ed
opera la comunità italiana. Il proseguimento graduale del bilinguismo in Istria deriva dall’atteggiamento politico-culturale
pluralistico della DDI, teso all’affermazione della Regione Istria quale esempio di civile convivenza e avanzate forme
di libertà etnico-linguistico-culturali. Il diritto alla cultura, tanto globalmente intesa quanto etnicamente determinata,
esige un’adeguata politica linguistica da esternare attraverso la realizzazione graduale del bilinguismo nelle aree
peninsulari e insulari della Regione istriana, dove accanto alle lingue croata, rispettivamente slovena, va promossa pariteticamente
la lingua italiana. La realizzazione graduale del bilinguismo orale e scritto nella vita pubblica va promosso attraverso la
scuola, introducendo in tutta l’Istria l’insegnamento facoltativo o obbligatorio della lingua italiana nelle scuole
di lingua croata e slovena, secondo il criterio della presenza della comunità italiana nei singoli comuni istriani.
DEI DIALETTI
La configurazione linguistica dell’area è molto più complessa
di una semplice dicotomia tra popolazione slava e latina. Il repertorio linguistico istriano comprende vari idiomi slavi e
romanzi. Il croato, lo sloveno e l’italiano sono parlati nelle loro varietà dialettali e nelle singole forme
standard. I dialetti locali, che riconducono al valore delle tradizioni culturali locali e sono il simbolo dell’autocoscienza
comunitaria, vanno curati e tutelati come espressione del patrimonio linguistico e culturale dell’Istria. Vanno favoriti
in tal senso interventi a livello di piani e programmi scolastici. La tutela del patrimonio dialettale dell’Istria,
nelle sue versioni dialettali ciacave, caicave, zacave, zocave, istriore, istrovenete, ecc. è indissolubilmente connessa
alla valorizzazione dei tratti distintivi dell’autoctonia plurietnica istriana.
DEL PATRIMONIO ISTRIANO
La storia dell’Istria, conta più di duemila anni e ci ha lasciato in eredità un patrimonio
inestimabile di valore internazionale. Nel suo insieme questo patrimonio è nella maggior parte abbandonato e spesso
pure devastato. L’Istria deve conservare gelosamente il suo patrimonio. Il partito sosterrà le varie iniziative
statali e private per arrestare immediatamente il deterioramento e la distruzione dei monumenti di massimo valore. Tutti i
mezzi finanziari destinati a questa attività devono venir trattenuti a livello regionale, perchè tutto il fondo
monumentale, è in condizioni critiche e le spese saranno ingenti. Il Partito esige espressamente la restituzione del
patrimonio culturale e d’archivio portato via legalmente o abusivamente da questo territorio. I presupposti fondamentali
per lo sviluppo ambientale scaturiscono dalla necessità di salvaguardare tutti tutti gli elementi storici dei nuclei
delle cittadine istriane e di stimolare le forme dell’architettura originale del villaggio istriano. Un particolare
appoggio verrà dato al programma per la creazione in Istria del parco etnologico, comprende gran parte del territorio,
allo scopo di salvaguardare le ricchezze agricole, etnografiche, storiche e naturali della Regione. Il Partito s’impegna
per la salvaguardia di tutti i valori monumentali che hanno caratterizzato quest’area e che rappresentano la specificità
dell’ambiente istriano, siano essi appartenenti all’arte sacrale, alla scrittura glagolitica o alle testimonianze
dell’antifascismo.
DELLA SANITÀ
Ogni singolo individuo ha diritto all’assistenza
sanitaria qualitativa. Il Partito s’impegnerà per un sistema d’assistenza sanitaria efficace ed economico.
La strategia sanitaria permanente deve basarsi sul sistema fiscale più favorevole fino all’esonero dal pagamento
dei contributi e delle imposte sanitarie che vengono detratte dai redditi individuali, con lo scopo di creare le basi materiali
per il continuo miglioramento della qualità dei servizi. Un compito particolare spetta alla Regione che deve stimolare
una politica attiva per la lotta contro l’invalidità nonché per l’ assistenza e la riabilitazione
delle persone con lesioni fisiche o psichiche in vari settori di attività e per includerle nella vita quotidiana. Ai
cittadini della Regione va data la possibilità di poter scegliere il centro di cura su tutta l’area istriana
e sulle sue isole e, secondo particolare indicazione medica, nel mondo.
DELLO SPORT
La DDI ritiene
che lo sport contribuisce allo sviluppo di contatti fra i giovani e alla maggiore comprensione reciproca. Per questo motivo
bisogna dedicare particolare attenzione allo sviluppo delle infrastrutture sportive locali, allo sport dilettantistico e alla
ricreazione, mentre gli impianti sportivi vanno resi accessibili a più consistenti fette di popolazione e soprattutto
ai giovani. L’esistenza e lo sviluppo dello sport professionale nella Regione deve basarsi su princípi di mercato, senza
gravare sulla comunità.
DEI MASS-MEDIA
La libertà di pensiero e d’espressione
è uno dei diritti fondamentali dell’uomo. In base a questi lo stato ha il dovere di rendere possibile il libero
flusso di idee espresse in parole e in immagini. La DDI cercherà di assicurare alla cittadinanza per il tramite dei
mass-media un’informazione pubblica che possa derivare da più fonti d’informazione e che possa garantire
ad ogni singola persona la verifica dell’esattezza dei fatti e la valutazione oggettiva degli avvenimenti. I giornalisti
perciò, devono aver diritto alla libertà di informazione e di libero accesso alle informazioni, mentre i giornali
devono dimostrare comprensione per tutto ciò che interessa i lettori senza peraltro penalizzare nessun soggetto politico,
culturale ed economico. Per la ricerca della verità oggettiva, i giornalisti devono lasciarsi guidare e sentirsi legati
esclusivamente alla deontologia della loro professione e all’etica giornalistica, perciò non vanno infastiditi
per i contenuti dei messaggi espressi. La DDI si opporrà a tutti coloro che con le loro azioni potrebbero infastidire
quei giornalisti che nel proprio lavoro si sono affidati alle regole della professione.
DELL’ ANTIFASCISMO
L’antifascismo ha posto i cittadini dell’ Istria in una posizione d’onore fra tutti coloro che
hanno lottato accanto alle forze alleate, e che hanno dato un contributo decisivo alla nascita di una nuova civiltà,
basata sulla pace, sulla dignità e sul rispetto della vita. La DDI ritiene che sia giunto il momento della pacificazione
e del perdono, affinché gli orrori della guerra non si ripetano più e che sia indispensabile commemorare con
rispetto le vittime della guerra in Istria, indipendentemente se cadute dall’una o dall’altra parte, allo scopo
di una conciliazione civica globale. La DDI esige rigorosamente dai suoi governi che cambino la Convenzione sulla prevenzione
e punizione dei diritti di genocidio. La DDI s’impegna particolarmente affinché i combattenti della guerra antifascista
godano in regione nelle Repubbliche di cui l’Istria è parte integrante, di tutti i benefici di cui godono i loro
colleghi nei paesi dell’ovest europeo, sia tramite agevolazioni sociali che materiali.
DELLA POLITICA
D’ IMMIGRAZIONE
L’Istria e le isole istriane rappresentano uno specifico territorio pluriculturale
e plurinazionale . La politica immigratoria va pertanto pianificata e attuata a livello di Regione. Il partito s’impegna
affinché gli andamenti immigratori verso la Regione e all’interno di essa vengano seguiti secondo un preciso
sistema, analizzati e incanalati secondo modalità da stabilirsi con regolamenti regionali, sul modello della politica
d’immigrazione dei paesi che affrontano questo stesso problema. Il partito s’impegna di dare la precedenza in
materia d’immigrazione alle persone che hanno lasciato l’Istria e le isole istriane, espatriate come emigrati
politici e/o emigrati economici, nonché ai loro discendenti e parenti. È necessario stimolare in particolar
modo l’immigrazione in Regione di imprenditori e di soggetti che offrono un capitale d’investimento, nonché
di persone che sono in cerca di lavoro, di quel tipo di lavoro che non può venir svolto dai cittadini già domiciliati.
Sia per quanto riguarda il collocamento al lavoro permanente che stagionale, bisogna dare la priorità ai cittadini
già domiciliati sul nostro territorio. Il rispetto degli usi e della cultura dell’ambiente istriano, nonché
l’integrazione efficace degli immigrati nell’ambiente sociale istriano sono la base per la salvaguardia del livello
di tolleranza e di convivenza raggiunto in Regione. Agli immigrati sarà dato di salvaguardare le proprie peculiarità
etniche e culturali.
DEGLI ESULI
Il Partito s’impegna a garantire ad ogni esule, indipendentemente
dalla sua scelta politico-ideale passata o attuale, il diritto di visitare temporaneamente o di ritornare per sempre nella
sua Istria. Per mettere al corrente tutti e per l’informazione corretta in merito agli avvenimenti in Istria, allo scopo
di mantenere i dovuti legami d’identificazione, e per proteggersi dalla manipolazione informativa, il partito s’impegna
ad attuare contatti continui ed intensi con i club, le associazioni e con le altre forme associative e organizzative degli
esuli istriani. Impegnandosi per gli innumerevoli esuli che hanno abbandonato l’Istria per motivi economici e politici
nonché per la loro inclusione negli avvenimenti economici e culturali, è indispensabile fondare istituzioni
che seguiranno la necessità d’investimento di questo ambiente, li informerà sulla possibilità di
investimenti redditizi, attuerà il transfer del capitale e assicurerà la sua tutela giuridica, con il riconoscimento
di facilitazioni fiscali e di altri vantaggi per i loro investimenti. Una particolare attenzione va dedicata alla restituzione
dei beni o del loro controvalore, a tutti gli esuli a cui sono stati sottratti, escludendo però la possibilità
di altre ingiustizie nei confronti di coloro che hanno acquisito detto patrimonio in buona fede, con atto giuridico.